Enrico Maria Salerno

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Centro Studi Enrico Maria Salerno

Che cos'è la Libertà

PERCORSI DI FORMAZIONE E RIFLESSIONE ETICA FRA CARCERE E SCUOLA

Nell’ambito del Progetto 2009
Con le Armi della Cultura
a cura della

Presidenza Regione Lazio

A cosa serve il carcere? A sgomberare la società dai suoi peggiori residui? A esercitare su costoro una vendetta collettiva? A redimere e reinserire chi ha smarrito la retta via? Nel corso dei secoli il carcere ha risposto a ciascuna di queste diverse istanze e funzioni. Anche oggi, i confini geografici fra Europa, Africa, Oriente, America, coincidono con profondi confini giuridici. Basti pensare alla pena di morte: in Europa è un tabù, negli USA è un controverso fondamento del patto sociale, in gran parte del mondo orientale è applicata senza discussione. E altrettanto vale per la pena detentiva dell’ergastolo. Il drammaturgo Anton Cechov prevedeva che di lì a 100 anni l’ergastolo sarebbe stato considerato una vergognosa barbarie. Oggi è bandito dalle sole legislazioni di Spagna, Portogallo, e Islanda. Nel resto d’Europa è ammesso ma quasi mai applicato fino in fondo. Negli USA l’avvento della Presidenza di Obama ha rinnovato quel bando alla tortura che la precedente amministrazione aveva parzialmente riammesso come strumento di indagine e accertamento di crimini terroristici. Il percorso della civiltà giuridica è accidentato.

Torniamo alla domanda iniziale per riformularla meglio: secondo la Costituzione vigente nella Repubblica Italiana, a cosa serve il carcere? L’ART. 27 afferma che “le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Insomma, il carcere non può e non deve servire semplicemente a togliere di mezzo i delinquenti e a vendicare la società delle loro malefatte.

 

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Lo scopo costituzionale è quello di offrire una nuova opportunità a chi ha sbagliato. E’ un tempo, più o meno lungo, da spendere per ripensare agli errori commessi, al dolore provocato alle vittime, alle buone occasioni perdute, alla necessità di riconquistare la libertà per usarla a vantaggio di tutti e non a vantaggio esclusivamente individuale.

Forse il confronto con la realtà del carcere può anche servire a questo: a ricordare a ognuno di noi, soprattutto ai giovani, quale sia il valore prezioso e irrinunciabile della vita sociale, del tempo, della libertà di tutti e di ciascuno.

 

Ex detenuti e Studenti si incontrano e riflettono insieme sul tema della Libertà

In principio c’è una citazione dall’Alighieri: “libertà va cercando, ch’è sì cara, come sa chi per lei vita rifiuta…”- che ci riporta al valore fondante della nostra civiltà: la Libertà, appunto, conquista inestimabile della democrazia e compito civile di ciascun cittadino. La riflessione sul tema interseca il cammino di un altro grande “spirito” della nostra civiltà, simbolo stesso del sacrificio di sé: Giordano Bruno. Del grande filosofo e drammaturgo – perseguitato a morte dall’Inquisizione nel 1600 - i detenuti-attori, con il regista Fabio Cavalli, porteranno in scena Il Candelaio, capolavoro del teatro rinascimentale, occasione di divertimento e riflessione amara sui vizi e le responsabilità degli uomini nel proprio tempo.

Dante e Bruno tracciano dunque la via su cui si dispiega la riflessione proposta ai partecipanti al Progetto. Chi meglio di un cittadino che ha conosciuto il carcere può quantificare il prezzo morale e pratico della libertà personale? E descrivere il travaglio della riconquista? E quale luogo migliore di un’aula scolastica per riflettere insieme sul rapporto fra la libertà dell’uomo in quanto individuo e la libertà come diritto della comunità, della società civile, della politica? Un ciclo di incontri e conferenze-spettacolo, fra gennaio e maggio, ha portato alcuni ex-detenuti – oggi professionisti di cinema e palcoscenico – ad incontrare gli studenti nelle scuole del Lazio per affrontare insieme il tema della Libertà, attraverso molteplici punti di vista, esperienze di vita, testimonianze storiche.

Le voci dei grandi perseguitati, che sacrificarono la propria esistenza al principio di libertà (Dante e Bruno, Socrate, Ovidio, Shakespeare, Benjamin, Wilde, Brecht, Solzenicyn …l’elenco è infinito), quelle voci sono ora interpretate da coloro che la libertà la persero per errore, ignoranza, violenza, più spesso per sete di denaro e potere effimeri. Gli ex detenuti - oggi cittadini consapevoli - si sono impegnati a spiegare concretamente ai giovani il senso del loro percorso attraverso la caduta, la pena, il riscatto. Hanno raccontato gli anni di studio persi da ragazzi e poi faticosamente recuperati nelle aule scolastiche allestite in carcere. Hanno parlato della scoperta della Bellezza e della Poesia, praticate sulle tavole di un palcoscenico dietro le sbarre. E della scoperta della Cultura, sola arma disponibile nelle mani di chi voglia crescere e maturare nella libertà e responsabilità. Con loro, gli operatori del Centro Studi “Enrico Maria Salerno” hanno affiancato gli insegnanti in un percorso di riflessione condivisa che ha portato gli studenti – forti di nuove consapevolezze – ad incontrare i detenuti-attori nel Teatro di Rebibbia, in occasione di molteplici appuntamenti offerti dalla Compagnia dei Liberi Artisti Associati della Sezione G12 Alta Sicurezza e dalla Compagnia EvadereTeatro della Sezione G8 Reclusione.

Le scuole coinvolte nel progetto sono state:
I.P.S.I.A. “Ezio Vanoni” – Rieti; Liceo Classico Statale “Dante Alighieri” - Anagni (FR); Liceo Scientifico Statale “Ettore Majorana” – Latina; I.S.I.S.S. “Giuseppe Colasanti” - Civita Castellana (VT); I.T.T. “Marco Polo” – Roma; I.I.S. “Alberto Lolli Ghetti” - Ferentino (FR); Liceo Scientifico Statale “Stanislao Cannizzaro” – Roma; Istituto Professionale Statale “Luigi Angeloni” – Frosinone; Scuola Media Inferiore “Sinopoli” – Roma; Liceo Classico Scientifico “L. Rocchi” - Passo Corese (RI)

Ai giovani coinvolti nel Progetto e, più in generale, ai giovani delle scuole del Lazio, è stato anche proposto lo spettacolo Pasolo Scalo, appositamente scritto dal giudice De Cataldo per divulgare le informazioni di base sullo scottante tema dell’Ecomafia in occasione dell’Edizione 2009 della Settimana per la Legalità, promossa dalla Presidenza della Regione Lazio. Lo spettacolo diretto da Fabio Cavalli, ha impegnato ancora una volta gli attori della Compagnia Teatro Libero di Rebibbia sul palcoscenico del Teatro Piccolo Eliseo di Roma.