Enrico Maria Salerno

Percorso: Home - teatro_e_carcere - Eventi_speciali_fra_Carcere_e_Scuola - La Tempesta a Rebibbia per gli studenti delle Scuole Superiori

Centro Studi Enrico Maria Salerno

la Tempesta
di William Shakespeare nella versione in napoletano antico di Eduardo

con la Compagnia dei Liberi Artisti Associati
regia Fabio Cavalli

PER GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI ROMA E PROVINCIA

Teatro di Rebibbia N.C. Via Raffaele Majetti - Roma febbraio-marzo 2006

 

Laddove sia possibile organizzare altre repliche vi sarei grato di riservare agli studenti di Tor Vergata una parte dei posti. Non credo che altri spettacoli possano essere così istruttivi come quello offerto dal braccio di alta sicurezza di Rebibbia

Alessandro Finazzi Agrò
Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”
Lettera a Cosimo Rega, capocomico della Compagnia dei Liberi Artisti Associati,
27 marzo 2006

Nei mesi di febbraio e marzo 2006 lo spettacolo La tempesta di William Shakespeare realizzato dalla Compagnia dei Liberi Artisti Associati del Carcere di Rebibbia N.C. è stato replicato per gli Studenti delle Scuole Superiori di Roma e Provincia. All’iniziativa ha aderito anche l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Scolastiche della Provincia di Roma

 IL MESSAGGERO 9 FEBBRAIO 2006
Eduardo e Shakespeare portano libertà ai detenuti

il progetto si apre quest’anno anche agli studenti di Roma e provincia con un programma di repliche rivolto alle scuole: quindici gli Istituti coinvolti per oltre 600 ragazzi. E anche l’Università d  Tor Vergata ha aderito al progetto
(l.m.)

 

CORRIERE DELLA SERA 14 FEBBRAIO 2006
I detenuti recitano Shakespeare agli studenti

«La Tempesta» di Shakespeare (nella traduzione di Eduardo in antica lingua partenopea) davanti a una quindicina di scuole romane […] Si tratta della prima esperienza per gli studenti. «E’ una tappa del percorso sull’educazione alla legalità – spiega Marilena Fotia, insegnante di italiano al classico “Orazio” – oggi passa troppo spesso il concetto che nel carcere si vive comodi e comunque prevale l’aspetto punitivo senza comprendere il valore del recupero […] quando i ragazzi si sono trovati fianco a fianco con i detenuti, qualcosa è cambiato»
F.Fior.