Giunto alla XIII° Edizione, il Premio si è ormai imposto a livello nazionale e internazionale come una delle iniziative più autorevoli nel campo della promozione dei nuovi autori teatrali. Il Premio è annuale. La Giuria degli esperti è affiancata da una Giuria popolare chiamata a valutare la tenuta scenica dei sei testi finalisti, presentati in forma di lettura drammatizzata nel corso delle tre serate dell’Anteprima Estate del Premio.
Il Premio “Enrico Maria Salerno” sostiene le opere vincitrici e le opere finaliste, offrendo una vetrina nazionale al debutto e promuovendole presso i circuiti. Fra i lavori di maggior successo delle recenti edizioni ricordiamo “Venditori” di Edoardo Erba, “Il colonnello con le ali” di Hristo Boytchev (Bulgaria), La conquista del Messico di Fabio Alessandrini, “La torre di Baliano” di Sergio Basile, “L’ultimo cliente” di Mario Bagnara, “La tattica del Gatto” di Gianni Clementi, “Il sorriso di Daphne” di Vittorio Franceschi.
Caratteristica del Premio “Enrico Maria Salerno” è quella di garantire per Statuto, all’Opera prescelta dalla Giuria, l’immediata realizzazione scenica, con una dotazione di 20.000,00 EURO quale contributo all’allestimento (Premio di Produzione). I vincitori del Premio ricevono una borsa di 5.000,00 EURO (Premio all’Autore).Al concorso sono ammesse opere di drammaturgia di autori europei contemporanei che affrontino problematiche civili, etiche, morali, politiche.
La scelta di orientare il Premio teatrale verso il settore della drammaturgia di impegno civile tende a favorire - nel complesso della drammaturgia contemporanea - quel “teatro di idee” e di analisi e critica sociale che ha costituito l’ossatura della tradizione nazionale.
La Giuria
Laura Andreini Salerno (Presidente), Maurizio Barletta, Francesco M. Battisti, Benedetta Buccellato, Fabio Cavalli, Miriam Mafai, Giuliana Manganelli, Giovanna Marinelli, Massimo Mascini, Luciano Meldolesi, Giorgio Patrizi, Carlo Maria Pensa, Andrea Porcheddu, Aggeo Savioli.
I° Edizione 1995 Venezia, Teatro la Fenice - Sale Apollinee, 20 febbraio.
Premi o a Mario Luzi
Commemorazione di Enrico Maria Salerno con interventi di: Massimo Cacciari, Mario Luzi,
Carlo Maria Pensa, Aggeo Savioli, Maurizio Scaparro, Florestano Vancini.
II° Edizione 1996 Castelnuovo di Porto (RM), 26 ottobre.
Premiato “Zoo Paradiso” di Riccardo de Torrebruna.
III° Edizione 1997 Castelnuovo di Porto (RM), 22 novembre.
Premiato “L'Isola dei Fratelli” di Goliarda Sapienza - revis. di Angelo M. Pellegrino.
IV° Edizione 1998 Castelnuovo di Porto (RM), 12 dicembre.
Premiato “Venditori” di Edoardo Erba.
V° Edizione 1999 Castelnuovo di Porto (RM), 11 dicembre.
Premiato “Il colonnello con le ali” di Hristo Boytchev.
Edizione Speciale 2000 Roma, Teatro Valle, 12 luglio.
Sotto l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica
Su istanza del Ministero di Giustizia il Premio è stato riservato ad opere teatrali prodotte nelle carceri italiane.
Premio al miglior spettacolo: “Fratellini di legno”, regia di Michele Sambin (TAM di Padova) con i detenuti attori del carcere Due Palazzi di Padova.
Premio al miglior video teatrale: “La Fortezza”, prodotto da Oliviero Toscani per FABRICA, sul lavoro di Armando Punzo con i detenuti attori del Carcere di Volterra.
VII° Edizione 2001 Castelnuovo di Porto (RM), 13, 14 e 15 settembre.
Anteprima Estate con i sette finalisti: Mario Bagnara, Sergio Basile, Fortunato Cerlino, Andrea Dalla Zanna, Nini Ferrara, Francesco Principato, Gianfranco Rimondi.
Opera vincitrice: “La torre di Baliano” di Sergio Basile.
VIII° Edizione 2002 Castelnuovo di Porto (RM), 4, 5, 6, e 14 settembre
Anteprima Estate con i sei finalisti: Mario Bagnara, Patrizio Cigliano, Leonardo Gazzola, Ludovica Masci, Alessandro Trigona Occhipinti e Laura Sicignano.
Roma, Teatro Valle, 28 settembre 2002
Proclamazione del vincitore: ex aequo a Mario Bagnara e Alessandro Trigona Occhipinti.
Prima Nazionale de: “La torre di Baliano” di Sergio Basile.
IX° Edizione 2003 Castelnuovo di Porto (RM), 11, 12, e 13 settembre
Anteprima Estate con i sei finalisti: Sibilla Barbieri, Silvia Calamai, Giovanni Clementi, Laura Forti, Giuseppe Manfridi, Ludovica Masci.
Roma, Teatro Valle, 28 settembre 2003
Proclamazione del vincitore: Gianni Clementi con “La tattica del gatto”.
Prima Nazionale de: “L’ultimo cliente” di Mario Bagnara.
X° Edizione 2004 Carcere di Rebibbia N.C., 1 aprile 2004
Riconoscimento Speciale del Premio “Enrico Maria Salerno” alla Compagnia dei Liberi Artisti Associati del Carcere di Rebibbia per la rappresentazione di “Napoli milionaria” di Eduardo
Castelnuovo di Porto (RM), 14, 15 e 16 luglio
Anteprima Estate con i sei finalisti: Claudio Bigagli, Michele Celeste, Vittorio Franceschi, Rosario Galli, Francesca Satta Flores, Adelmo Togliani.
Roma, Teatro Argentina, 1 ottobre 2004
Proclamazione del vincitore: Vittorio Franceschi con “Il sorriso di Daphne”.
Prima Nazionale de: “La tattica del Gatto” di Gianni Clementi.
XI° Edizione 2005 Roma, Teatro Valle, 3 novembre 2005
Prima Nazionale de: “Il sorriso di Daphne” di Vittorio Franceschi. In collaborazione con Arena del Sole – Teatro Stabile di Bologna. Con Vittorio Franceschi e Laura Curino. Regia di Alessandro D’Alatri.
XII° Edizione 2006 Roma, Teatro India, 23 ottobre 2006
Proclamazione del vincitore: Ferdinando Vaselli per “50Lire”.
Riccardo de Torrebruna è stato il vincitore della seconda Edizione del Premio “E.M.Salerno”. Dopo dieci anni e molto lavoro alle spalle, torna a proporre una propria opera al vaglio della Giuria. Che, ancora una volta, vuole riconoscere la qualità della sua scrittura teatrale. Allora era in scena la guerra fratricida dei Balcani, oggi il disastro iracheno. Oggi come allora, de Torrebruna annota un fatto di cronaca bellica, un fatto realmente accaduto e apparentemente marginale, ci lavora sopra, e ne distilla una trama esemplare della condizione dell’essere umano di fronte al dolore e al terrore: il bisogno di fuggire, o di aggredire, o di rimuovere, in un qualsiasi modo, fosse anche attraverso l’esplosione di una sessualità che l’etica religiosa e militare, all’unisono, condannano. In una torretta di guardia, fianco a fianco, due ragazzi, un militare americano ed un militare iracheno, attendono. La sorpresa che arriva è davvero imprevista e devastante quanto un attacco armato. L’esercito americano pare abbia identificato una sindrome, denominata appunto gay panic, che colpisce coloro che per errore si ritrovano a fare l’amore laddove dovrebbe limitarsi a fare la guerra.
Col Caso K, Sergio Pierattini ci descrive, con la sapienza di uno psicologo sociale, come la follia del nazismo si impossessi degli uomini. Ci mostra l’operare quotidiano di quel Male assoluto la cui banalità va continuamente rammentata e temuta. Nella Germania hitleriana, la famiglia Henning, modesta, timorata, perbene, è alle prese con la trasformazione abominevole della società che la circonda. Una trasformazione che impercettibilmente, giorno dopo giorno, coinvolgerà anche gli Henning, rodendo dall’interno la coscienza, l’intelligenza e la sensibilità di padre, madre e figlio, fino a renderli idioti, al pari di un’intera generazione di loro concittadini. Pierattini ci lascia spiare quell’idiozia “in vitro”, la inscena come in un teatro dell’assurdo o delle marionette, che varrebbe la pena di offrire al pubblico attraverso i due registri della tragedia e della farsa in maschera.
Francesco Principato, già finalista del Premio “E.M.Salerno” e premiato in importanti concorsi nazionali, ama portare in scena il conflitto fra la libertà della coscienza e la necessità del contesto storico. In Giornalisti! il campo di battaglia è la redazione di un quotidiano nazionale, ritratta in due momenti, distanti più di vent’anni l’uno dall’altro: il primo all’epoca del delitto Moro, il secondo alla resa dei conti fra coloro che col terrorismo furono coinvolti per dovere professionale, diritto di cronaca, ambizioni di carriera, cedimenti ideologici. I giornalisti del titolo intrecciano i loro minuscoli destini individuali in uno scenario storico sovradimensionato, dove la proprietà editoriale, la magistratura, i “poteri occulti” sembrano guidare un gioco nel quale la libertà individuale e il diritto di cronaca sono solo appendici della difficile arte di sopravvivere. Un dramma morale a tesi, che si legge come un giallo politico.
Dario Rezza lavora alla figura di Gerolamo Savonarola con la precisione dello storico e la passione dell’uomo di fede. E’ affascinato dalla sfida, dall’interrogativo che Savonarola pone ai contemporanei della Firenze di allora e, probabilmente, a noi oggi: fino a quale limite il pastore di anime deve spingere la propria intransigenza verso le forme del degrado morale, civile, religioso e politico che avvilisce la società che lo circonda? Sappiamo che Savonarola non volle fermarsi, scegliendo la morte sul rogo come testimonianza della propria convinzione e, forse, come prova della irredimibilità della corruzione umana. Probabilmente, un passo oltre il dramma storico di Rezza, troveremmo intransigenze altrettanto assolute ma a noi assai più vicine, altri màrtiri e martirii, altri roghi che hanno l’odore acre di un ritorno inaspettato a fanatismi medievali.
Premio “Enrico
Maria Salerno”
Premio Maria Salerno per la Drammaturgia Europea – XIII Edizione - Anno 2007
La Giuria del Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea – XIII Edizione - Anno 2007, dopo un attento esame delle opere ammesse al concorso, ha unanimemente indicato come finaliste:
Il 19 novembre 2007, ore 21,00, presso il Teatro India di Roma sarà proclamato il vincitore del Premio Enrico Maria Salerno per la Drammaturgia Europea - XIII Edizione – Anno 2007 e, a seguire, andrà in scena il testo vincitore della scorsa edizione, “50 lire” di Ferdinando Vaselli.