
Produzioni Culturali, Teatrali e Video-cinematografiche


Rebibbia-Trans-Avantgarde affronta il problema del sostegno ed inclusione delle persone transgender detenute presso le carceri, con particolare riferimento alla situazione del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. Rebibbia-Trans-Avantgarde è assunto come “caso di scuola” per la rete nazionale “Concreto aiuto alle persone LGBT+ detenute”, in collaborazione con Formez PA, “Conferenza Nazionale volontariato penitenziario”, “Conferenza dei Garanti territoriali dei detenuti” e Arcigay.
Il progetto “Rebibbia-Trans-Avantgarde” – CUP F41I23000080009 – si svolge in collaborazione con Saip Formazione ed è sostenuto dalla Regione Lazio, Assessorato Lavoro e nuovi diritti, Scuola e Formazione, Politiche per la ricostruzione, Personale – Direzione regionale Istruzione, Formazione e Politiche per l’Occupazione attraverso il Programma Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) 2021- 2027 – Obiettivo di Policy 4 “Un’Europa più sociale” – Regolamento (UE) n. 2021/1060 – Regolamento (UE) n. 2021/1057 – Avviso Pubblico per la realizzazione di percorsi integrati finalizzati a prevenire e rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere
Il progetto intende realizzare uno “Sportello di Ascolto” per offrire alle persone transgender – detenute presso la C.C. Roma Rebibbia N.C. – percorsi di consapevolezza, espressività e tutela sociale e legale. L’obiettivo è quello di mitigare, nell’immediato, il danno del totale isolamento detentivo e offrire, in prospettiva, chance di reinserimento sociale e lavorativo, attraverso la valorizzazione delle skills e delle vocazioni personali.
Le pratiche del Counseling agiscono una relazione di aiuto volta a evidenziare le cause profonde della sofferenza, e alla possibilità che ogni essere umano ha di farle cessare, fornendo allo stesso tempo tecniche di riduzione dello stress. La capacità di ascolto attivo ed empatico su cui si basa la formazione del counselor, dà agli utenti la possibilità di aprirsi maggiormente ad un dialogo intimo, libero dai filtri e remore. L’essere ascoltati, visti e accettati così come si è, senza giudizio, è di per sé una azione di grande potenza curativa. Secondo il principio della “individualizzazione dei percorsi formativi”, la relazione di Counseling è sempre in rapporto “uno – a uno”. Il metodo è basato sull’ascolto attivo e sull’esperienza viva (attraverso induzioni, simulazioni, giochi di ruolo). Favorisce la liberazione dal cosiddetto “loop del danno” – la coazione a ripetere dei percorsi di sofferenza e angoscia, nonché della reiterazione del reato. Nel contempo è favorito lo sviluppo di qualità come la benevolenza, la compassione, la non invidia e il non giudizio verso se stessi in primis, poi verso gli altri. In questa fase, col consenso e la partecipazione attiva dell’utente, può essere utile l’impiego della documentazione audio o video
Il riconoscimento dell’espressione artistica in carcere, come strumento di inclusione è universalmente condiviso. L’espressività nell’arte non è solo un mezzo per comunicare, ma anche un fine in sé. La realizzazione di questa finalità viene sottoposta al giudizio del pubblico attraverso incontri, performance, esposizioni, proiezioni. Il punto di partenza è la riflessione sul rapporto tra Arte e Rappresentazione, tra Artista/Opera e Spettatore, per approdare al concetto di “scelta”. Dalla scelta dell’artista tra le varie possibilità espressive, alla scelta del detenuto nel suo percorso di liberazione.
Allo scopo di creare e condividere Opere nate dall’esperienza transgender in carcere, il Centro Studi “Enrico Maria Salerno” organizza laboratori utilizzando:
l servizio di consulenza legale pro bono si basa sull’esperienza che la scrivente struttura ha svolto nell’ambito del Progetto biennale Prexit (2019/2020) – sostenuto dalla Regione Lazio e da Codesta Banca d’Italia – nella consapevolezza che la lettura del diritto penitenziario alla luce della Costituzione sia non già una scelta, ma una vera e propria necessità. L’obiettivo primario è la tutela dei diritti costituzionali nell’esecuzione penale, che sensibilizzi le persone detenute sulla dialettica diritti/doveri del cittadino, fornisca elementi utili alla comprensione di alcune idee base del diritto penale, del diritto civile e del diritto del lavoro, non tanto come nozionistica calata ex cathedra, quanto come risposta concreta ad istanze specifiche e casi individuali suscitati dall’utenza. Il Consulente impegnato si prende anche carico di specifiche problematiche delle detenute transgender in ordine a stato civile, permessi, scarcerazione, rischio di espulsione.
E’ stato attivato un percorso informativo orientativo incentrato sulla prima fase dei processi di IVC dedicati alla identificazione, ricostruzione e messa in trasparenza delle competenze dei beneficiari. Questa attività è condotta da SAIP Formazione in qualità di Soggetto Titolato ai sensi del Dlg.s 13 2013.




